About

Sono Laura, classe 1984, anno di Orwell e della generazione di mezzo.

Sono una meticcia detto con fierezza, lombarda da parte di madre, sicula da parte di padre.

Gemelli 110 e lode.

Formazione linguistica, ma a 20 anni io volevo lavorare. Più tardi a Scienze Politiche mi sono tolta qualche soddisfazione, nel frattempo e poi ho continuato a lavorare. Lavorare mi riesce abbastanza bene.

Casa base Olginate, Lecco, dove vivo con Principessa e Draghetto e il boscaiolo, un lavoro a tempo indeterminato che mi porta a Milano un paio di volte alla settimana e una piccola casa con un grande giardino.

Ho l’abitudine di cambiare ma non quella di mollare, ogni tanto di scappare, e di sorridere (quasi) sempre. Questa è la mia natura: “figlia del vento” mi è sempre stato detto.

L’unica costante della mia vita è la mia famiglia, quella di origine, che, senza dubbio e senza inganno è la mia fortuna e la mia condanna. I miei genitori mi hanno dato, oltre ad un fantastico colore degli occhi, la dimostrazione che “l’amore è la forza più potente del mondo” come dice Mago Merlino a Semola, ma anche che radici profonde sono molto, molto difficili da sradicare. E benché mi senta più guerriero che altezza reale e che nella mia vita, finora, di esperienze contrarie all’ amore ne abbia vissute alcune, io ci credo, a giorni alterni, ma lo vivo nel modo più vero da quando esiste Renée.

I miei tre fratelli invece mi hanno insegnato il valore della proprietà: tutto il mondo è tuo finché non ti viene rubato sotto il naso, e ciò che rimane da fare è dividere e condividere quel che si ha. Oggi tocca a me lasciare, domani tocca e te, come nelle conte “a bi bo'”. Ed in questo circolo vizioso del dare e avere ho imparato a non essere attaccata alle cose materiali. Se dovessi avere un cent per ogni volta che ho perso il portafogli, che ho speso lo stipendio per oggetti futili o offerto a chi non meritava, potrei finalmente ristrutturare la mia cascina e magari comprare anche un ferro da stiro. Scherzo, non comprerò nessun ferro da stiro.

Scrivo di … storie. Storie di viaggi, paesaggi, cambiamenti e sogni. Di libertà, di coraggio, di ironia.  Scrivo di come le sconfitte aiutano ad elevare lo spirito, di come è possibile vedere i colori in un tunnel tutto nero. Quando non posso viaggiare mi piace pensare, recitare, ascoltare e ridere. E quando viaggio idem. Ogni tanto scrivo, quando non scrivo è perché trovo un ostacolo sulla strada, qualcosa che mi impedisce di avanzare e godere del mio tempo. Perché la libertà è il primo diritto di ogni uomo, permette di essere felici. C’è qualcuno tra i presenti sulla terra che forse non desidera esserlo? Essere felici è l’obiettivo. Essere liberi, il punto di partenza. Per raggiungere l’una e poi l’altra meta c’è una via da percorrere, ognuno ha la sua. Questa è la mia.

Ho scoperto tardi la passione del viaggio in solitaria, benché la sentissi dentro di me dall’infanzia,  mi sono lasciata convincere, negli anni, che l’immobilità è sicurezza, che la sicurezza è tranquillità e la tranquillità è felicità. Ma non per tutti è così. Eccomi. Beh, in effetti mi piacerebbe riuscire a farmi piacere la vita abitudinaria, risolverei molti dei miei problemi.

Ho cercato di cambiare per compiacere, perché credevo fosse giusto così, perchè riesco anche ad adattarmi in fretta. Ma un giorno ho detto un NO vero, ho preso un aereo con un biglietto di sola andata e mi sono data alla macchia. Quando sono tornata ho capito. L’educazione, l’esperienza, l’infanzia che ho vissuto e il mondo intorno mi hanno fatto crescere, in alcuni casi impazzire, in altri morire (perché si può morire dentro e riuscire ancora a camminare), ma nel mio DNA c’è scritto ESPLORARE a chiare lettere stampatello maiuscolo, e mi sono resa conto che questa inclinazione alla vita non solo non la posso ambiare, ma posso anche godermela perchè è dentro di me. E ci sono molti modi per farlo.

Una via colorata vuole spiegare quali siano questi modi, raccontare i chilometri, sia fisici che mentali, che si possono percorrere attraverso i ricordi e forse trovare, in qualche luogo metafisico, l’amore per se stessi. Vuole provare ad essere un monito per chi non riesce a prendere la vita com’è, per chi non riesce a lasciarsi andare e prende tutto con troppa serietà. Quello che provo a fare è vivere senza ostacoli, ma anche senza pretese. La cosa mi risulta facile la maggior parte del tempo, estremamente difficile quando cerco di adattarmi agli stereotipi della nostra società. Allora provo a spiegarmi, sperando che qualcuno possa capirmi.

Let it be

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Claudio Claudio ha detto:

    Cavoli che bello Lau …
    Mi stavi quasi facendo emozionare, anzi, diciamo ke mi hai fatto emozionare, e ke mi stavi facendo quasi piangere…
    Complimenti!!!
    P.s. ( non ke non avessi già un alta considerazione sul tuo conto ma…) è tutta farina del tuo sacco??? Non sapevo ke sapessi scrivere così bene!
    Ankio ogni volta ke parto x in viaggio mi porto sempre dietro un quadernino, ma, o non inizio proprio a scriverci sopra, o lo “sporco” solo i primi giorni xkè credo di non essere in grado… A quanto pare tu NO. Complimenti!!!
    Ti auguro una coloratissima vita piena di viaggi sgargianti!
    Bxxxy

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    1. Avatar di Laura Pizzolato Laura Pizzolato ha detto:

      Amico Mio! Ci provo, in realtà è molto più difficile di quanto sembri, ma l’importante è metterci passione e quella sicuro non mi manca, né per viaggiare, come ben sai, né per scrivere 🙂 E’ una bella sfida! Tutta farina del mio sacco, deve essere così! Approfitterò di te e Londra per un altro viaggetto! Always take it Easy:):)

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